Il monopolio dell'uomo
Anna Kuliscioff
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Italian 08/03/2017
Editor: Voce in capitolo  
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Abstract
A 123 anni dalla loro prima pubblicazione, le parole accorate di Anna Kuliscioff restano drammaticamente attuali. Si parla delle innurevoli, ingiustificate disparità uomo-donna (compresa la disparità di salario a parità di mansione) e di tutte le loro conseguenze nefaste non solo sulla vita delle donne ma anche sul funzionamento della società. Una chiave di lettura così moderna, quella di Anna Kuliscioff, che permette anche d’inquadrare le nuove misoginie dei giorni nostri: bodyshaming, pornrevenge, nuovi movimenti anti-abortisti, femminicidio. I diritti acquisiti dalle donne, frutto di dure battaglie, stanno per essere messi di nuovo in discussione all’alba del XXI secolo? In questo libro, tutti noi (uomini o donne) possiamo trovare di che riflettere sul passato della condizione femminile, sul presente e sul futuro che ci aspetta.
BIOGRAFIA
Anna Kulišëva, italianizzato in Anna Kuliscioff (pseudonimo di Anna Moiseevna Rozenštejn; nata a Sinferopoli, 9 gennaio 1855 – morta a Milano, 29 dicembre 1925), è stata un medico, giornalista e rivoluzionaria russa naturalizzata italiana, tra i fondatori e principali esponenti del Partito Socialista Italiano. La sua era una ricca famiglia ebrea di commercianti; dopo un'infanzia serena e dedita allo studio nel 1871 si trasferì in Svizzera per frequentare l'Università di Zurigo. Per ordine dello Zar, preoccupato per il diffondersi delle idee anticonservatrici, fu costretta a rientrare in Russia, dove il rivoluzionario Pëtr Makarevic, suo primo marito, si unì ad altri giovani russi vicini alle idee anarchiche di Michail Bakunin, nella cosiddetta "andata verso il popolo". Lavorando con altri militanti nelle campagne a fianco dei contadini per condividerne la misera condizione, si convinse della necessità dell'uso della forza per liberarli dall'oppressione. Per la sua attività venne processata dal tribunale russo e riparò in Svizzera. Per non essere rintracciata dagli emissari zaristi, cambiò il suo nome in Kuliscioff, che in Russia potevano avere solo le persone provenienti dalle famiglie di schiavi, manovali, braccianti. Gli studi di Medicina e le successive specializzazioni la portarono a frequentare diversi atenei (Pavia, Napoli, Torino, Padova). Con la sua tesi di laurea evidenziò l'origine batterica della febbre puerperale, aprendo la strada alla scoperta che avrebbe salvato milioni di donne dalla morte. Si trasferì di nuovo a Milano per esercitare l'attività di medico ginecologo, recandosi gratuitamente fin nei quartieri più difficili della città. Per questo venne chiamata dai milanesi la "dottora dei poveri". Nel 1885 si legò a Filippo Turati, trasferendosi con lui in un appartamento il cui salotto (aperto agli intellettuali come ai cittadini più umili) venne trasformato in studio e redazione di "Critica sociale", la rivista del socialismo riformista italiano che diressero insieme dal 1891. A Genova il 15 agosto 1892 Anna Kuliscioff fu tra i fondatori del Partito dei Lavoratori Italiani, che nel 1893 divenne il Partito Socialista dei Lavoratori Italiani e nel 1895 assunse il nome definitivo di Partito Socialista Italiano, a sancire la separazione dei socialisti dagli anarchici. Si deve quindi anche a lei la nascita del più antico partito politico moderno, la prima formazione organizzata della sinistra in Italia. Con Turati, Anna Kuliscioff partecipò attivamente a tutte le battaglie portate avanti dalla nuova formazione politica. Ma qualche anno dopo fu nuovamente arrestata con l'accusa di reati di opinione e sovversione. Elaborò un testo di legge per la tutela del lavoro minorile e femminile che, presentata al Parlamento dal Partito Socialista Italiano, venne approvata nel 1902 come legge Carcano. Assieme alla sindacalista Maria Goia, Anna Kuliscioff ebbe parte attiva anche nella lotta per l'estensione del voto alle donne tanto che, col suo sostegno, nel 1911 nacque il Comitato Socialista per il suffragio femminile. L'anno successivo una legge di Giolitti sull'istituzione del suffragio universale solo maschile (che estese il diritto di voto anche agli analfabeti che avessero compiuto i trent'anni) continuò tuttavia a escludere le donne dal diritto di voto. Per Anna iniziò un periodo di scoramento, durante il quale anche il rapporto con Filippo Turati s'incrinò. Morì a Milano nel 1925 e lì è sepolta presso il Cimitero Monumentale.
N.B.: Il testo è privo delle note originali dell'autrice e della curatrice
ISBN:978-88-99961-25-1
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